Conservazione in vitro in crescita rallentata

Conservazione in vitro in crescita rallentata

La conservazione di colture di germogli in crescita rallentata rappresenta una parte importante della filiera produttiva dei laboratori commerciali di micropropagazione, in quanto permette di ridurre consistentemente la frequenza delle subcolture e i rischi di contaminazione ad esse connessi, di aumentare l’offerta di specie e varietà del laboratorio e di facilitarne la programmazione delle produzioni. Peraltro, la ricerca si è sempre dedicata poco allo studio dei parametri che influiscono su questa fase del ciclo di micropropagazione che, nei laboratori commerciali, è da sempre espletata in semplici celle frigorifere a 4-5°C e in oscurità. Il mantenimento delle colture si realizza attraverso il rallentamento del metabolismo cellulare e, di conseguenza, della crescita dei germogli. Sebbene la temperatura sia uno dei fattori che maggiormente incide su questo rallentamento della crescita, altre condizioni di conservazione, quali il fotoperiodo, l’intensità luminosa, il tipo di contenitore, la composizione del substrato e l’uso di sostanze osmoticamente attive, quali il saccarosio o mannitolo (glucidi che determinano un elevato potenziale osmotico del substrato), possono interferire sulla crescita dei germogli e quindi influenzare il tempo massimo di stoccaggio, ampliando in modo consistente i periodi di trasferimento delle colture e garantendo, allo stesso tempo, un elevato standard qualitativo per un pronto recupero dell’attività proliferativa. Recenti studi condotti al CNR-IVALSA  dimostrato che, pur operando a 4°C e oscurità, è comunque possibile migliorare la conservabilità di colture di specie da frutto, intervenendo sulla composizione del substrato e sul tipo di contenitori. L’impiego di substrati arricchiti nella componente glucidica (fino a 60 g/l di saccarosio) ha, ad esempio, consistentemente migliorato la qualità delle colture di kiwi, Gisela 5® e Mirabolano 29C, mantenute per 18 mesi a 4°C e in oscurità. In questi studi, l’analisi gas-cromatografica dell’accumulo di CO2 e etilene nei vasi in conservazione permette di monitorare il livello di metabolismo e lo stato di sanità delle colture. Sono attualmente sono in corso prove di conservazione in vitro in crescia rallentata di colture di germogli di piante ornamentali (Ranunculus, Anthurium, Carex).

TEAM


Carla Benelli (responsabile)

Anna De Carlo
Maurizio Lambardi

Il Gruppo di lavoro SOI

APPROFONDIMENTI

RECENTI PUBBLICAZIONI

Lambardi M., Roncasaglia R., Previati A., De Carlo A., Dradi G., Da Re F., Calamai L., 2006. In vitro slow growth storage of fruit rootstocks inside gas-tight or gas-permeable containers. Acta Hortic. 725: 483-488.

Previati A., Benelli C., Da Re F., Ozudogru E.A., Lambardi M., 2008. Micropropagation and in vitro conservation of virus-free rose germplasm. Prop. Ornam. Plants 8(2): 93-98.

Ozudogru E.A., Previati A., Lambardi M., 2010. In vitro conservation and cryopreservation of ornamental plants. In: S.M. Jain and S.J. Ochatt (eds) Protocols for In Vitro Propagation of Ornamental Plants. Methods in Molecular Biology, vol. 589. Humana Press-Springer, New York, pp. 303-324.

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